sabato 6 dicembre 2008

Il destino già scritto

1916. Francia.

Von Falkenhayn aveva perso la testa. Voleva sfidare la forza di Verdun.

Nonostante i francesi l'avessero dichiarata inespugnabile, in realtà essa era piuttosto sguarnita. I generali francesi, forti di questa sorta di "aura di protezione" donata dalla propaganda, avevano infatti lasciato pochissima artiglieria per redirigerla verso fronti più soggetti ad attacco.

Il generale tedesco era fermamente intenzionato ad attaccare, accecato dalla voglia di conquistarla, a qualunque costo.

I primi scontri furono devastanti. Dopo solo tre giorni, i francesi persero il forte Douaumont e tutto il loro morale. I tedeschi non esitavano a sferrare colpi bassi, attraverso l'uso di gas e lanciafiamme. Verdun vacillava, Verdun era in pericolo.

Ma la Francia non intendeva abbandonarla. Affidò il comando a Pétain e fece arrivare continui rifornimenti attraverso l'inattaccabile via Sacra, dove i cannoni tedeschi non potevano arrivare mai e poi mai. Verdun aveva una sola via d'aiuto. Un aiuto continuo che dava nuova forza alla città, che le faceva da scudo dalla veemente smania tedesca.

Ils ne passeront pas.
Pétain ne era assolutamente certo. Ci avrebbe scommesso la mano sinistra, se fosse stato mancino. Era solo questione di tempo. Verdun non sarebbe mai caduta in mano tedesca. Il morale dei soldati che la difendevano, adesso, era più forte che mai.



(continua...)

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Azzerato il 1 maggio 2008

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